La storia

La storia delle CAB

Dal 1883 a oggi: una storia di lavoro e cooperazione che ha emancipato, liberato e trasformato la nostra terra.

1883la prima cooperativa
143anni di storia
Le origini · fino al 1907
1862
Nasce Nullo Baldini

30 ottobre, a Ravenna: figlio di un fornaio-mugnaio che teneva il libro dei debiti dei braccianti troppo poveri per pagare in contanti. Diventerà la guida del movimento cooperativo bracciantile.

Ritratto di Nullo Baldini
ritratto di Nullo Baldini (fonte: Camera dei Deputati)
1867
La prima società di mutuo soccorso

A Mezzano nasce la più antica testimoniata, seguita da Massa Lombarda (1872) e da Conselice: l’origine più lontana del movimento, ancora prima delle vere cooperative di lavoro.

1883
Nasce la prima cooperativa

8 aprile, nella “Casa dei sette solai” di via Carraie 58, a Ravenna: trentadue braccianti firmano il patto associativo che fonda l’Associazione Generale Operai Braccianti del Comune di Ravenna, la prima cooperativa di lavoro in Italia. Presidente Armando Armuzzi, segretario il ventunenne Nullo Baldini.

1884
La spedizione di Ostia

4 novembre: 550 uomini e 50 donne partono da Ravenna per la bonifica del litorale romano. Sette anni di malaria, un centinaio di morti nel solo primo anno. Nello stesso anno nascono le cooperative di Conselice e Lavezzola.

Monumento 'Pane e Lavoro' a Ostia Antica, dedicato ai braccianti ravennati
monumento “Pane e Lavoro” a Ostia Antica, dedicato ai braccianti della bonifica
1888
La costituzione legale della cooperativa

17 ottobre: Nullo Baldini e un gruppo di quaranta braccianti costituiscono formalmente, come Società anonima Cooperativa, la “Associazione Generale fra gli Operai Braccianti del Comune di Ravenna” — nata dal patto del 1883, ora con piena veste giuridica: la prima cooperativa agricola della provincia di Ravenna.

Atto costitutivo della cooperativa, 1888
l’Atto Costitutivo originale del 1888
1890
L’eccidio delle mondine

21 maggio, a Conselice: le mondine in sciopero per un aumento salariale vengono disperse a fucilate dai soldati, tre morti. Nello stesso anno nascono le cooperative di Fusignano e Massa Lombarda.

Monumento a Conselice per l'eccidio di mondine e scariolanti del 1890
monumento a Conselice per l’eccidio del 1890
1904–1907
Nascono Cervia, Alfonsine, Campiano

Il modello si ripete in tutta la provincia: entro il 1907 quasi ogni comune ha la propria cooperativa braccianti.

1904
Nasce la Cooperativa di Castiglione di Cervia

Dodici braccianti agricoli la fondano con un capitale sociale di appena 210 lire, per assumere in collaborazione lavori pubblici, idraulici e stradali.

1908
Il record della sindacalizzazione

Il 94% dei braccianti ravennati è iscritto al sindacato.

Riformismo e conflitto · 1907–1943
1914
La prima terra di proprietà

La Federazione delle Cooperative della Provincia di Ravenna, che agiva per conto e in rappresentanza dell’Associazione Generale degli Operai Braccianti del Comune di Ravenna, acquista nel dicembre la Tenuta Marcabò (950 ettari), a nord di Ravenna, a Mandriole: è la prima azienda agricola posseduta direttamente.

1918
Lo sciopero a rovescio

Seicento braccianti occupano la tenuta Raspona a Porto Fuori, issano una bandiera rossa e si mettono a lavorare la terra senza autorizzazione.

1920–1921
Il Teatro Socjale di Piangipane

La Cooperativa agricola braccianti di Piangipane costruisce il Teatro Socjale: inaugurato nel 1921 con un comizio, tuttora di proprietà della cooperativa (oggi Cab Ter.Ra.), è a tutt’oggi attivo.

Facciata storica del Teatro Socjale di Piangipane
facciata storica del Teatro Socjale (fonte: Wikipedia/teatrosocjale.it, foto d’epoca)
1921
Il momento di massima espansione

Novembre: sotto la pressione crescente della stampa nazionalista, 107 cooperative aderenti alla Federazione — oltre 23.000 iscritti — firmano un documento di solidarietà a Nullo Baldini. Le cooperative braccianti coltivano ormai oltre 16.400 ettari.

1922
L’incendio del Palazzo della Cooperazione

27 luglio: le squadracce fasciste guidate da Italo Balbo incendiano a Ravenna la sede della Federazione delle cooperative, distruggendola.

Esterno bruciato della sede della Federazione delle Cooperative dopo l'assalto fascista del 1922
l’esterno della sede distrutta (foto Ulderico David, Archivio Federazione delle Cooperative)
1922–1927
Il ventennio fascista

Sedi e cooperative subiscono violenze sistematiche, i dirigenti eletti sono sostituiti da commissari fascisti, le cooperative concorrenti vengono fuse a forza.

Guerra, Resistenza, ricostruzione · 1943–1956
1944
L’eccidio del Palazzone

23 aprile, presso Fusignano: oltre cento fascisti circondano una casa colonica dove si erano rifugiati dei partigiani. Muoiono cinque uomini.

1945
Nasce la Cab di Fusignano

18 settembre: all’indomani della Liberazione nel palazzo municipale di Corso Emaldi si costituisce la “Cooperativa Braccianti di Fusignano”: 34 soci fondatori. Rinasce così l’associazione bracciantile fondata nel 1890 e soppressa dal regime nel 1931.

1944–1955
I collettivi agricoli

Da 4.200 braccianti organizzati a 28.000 collettivisti: una scala che nessun’altra area dell’Emilia-Romagna avrebbe mai eguagliato.

Il nuovo rapporto e la meccanizzazione · 1956–1970
1956
Il “nuovo rapporto”

A Mezzano nasce la cointeressenza: i soci condividono pienamente i guadagni, ma possono anche essere chiamati a restituire parte del salario in caso di perdita. Si diffonderà in tutta la provincia nel decennio successivo.

Donne braccianti al lavoro nei campi
donne braccianti al lavoro nei campi (anni ’60-’70)
Occupazione dei terreni dell'azienda agricola Bacci a Mezzano, novembre 1969, con cartello 'Azienda Agricola occupata per difendere il lavoro'
occupazione dei terreni, azienda agricola Bacci, Mezzano, novembre 1969
Crisi e riordino · 1970–1990
1980
Da 31 cooperative a 7

Nel 1980 le CAB sono 31, con 9.500 ettari in proprietà, 8.100 in affitto e 8.154 soci lavoratori. La meccanizzazione riduce il bisogno di manodopera bracciantile: la Federazione avvia un riordino radicale che accorpa le cooperative rimaste.

Le fusioni e le sigle di oggi · dal 1990
1986–1992
Nasce l’attuale Cab Campiano

Le piccole cooperative delle Ville Unite si fondono una alla volta: Campiano e San Zaccaria nel 1986, Ghibullo e San Bartolo nel 1987, Carraie l’anno dopo, infine Santo Stefano nel 1992.

Sede della Cab Campiano
sede attuale della Cab Campiano (foto recente)
1992
Nasce l’attuale Cab Comprensorio Cervese

Dalla fusione di quattro cooperative storiche — Cervia, Castiglione di Cervia, Castiglione di Ravenna e Savio — nasce la Cooperativa Agricola Braccianti Comprensorio Cervese.

Vista aerea della sede della Cab Comprensorio Cervese, con vivai e pannelli fotovoltaici
sede della Cab Comprensorio Cervese
1994–1996
Nasce l’attuale Cab Bagnacavallo e Faenza

La Cooperativa Braccianti Agricola di Produzione e Lavoro di Bagnacavallo, dopo essersi già unita alla Cooperativa Braccianti di Villanova di Bagnacavallo, si integra con la Cooperativa Nuova Agricoltura e la Cooperativa Agricola Braccianti Intercomunale del territorio faentino: nasce così l’attuale Cab Bagnacavallo e Faenza.

Vista aerea della sede della Cab Bagnacavallo
vista aerea della sede Cab Bagnacavallo, tra i vigneti
1996
Nasce l’attuale Cab Ter.Ra.

La Cooperativa Agricola Braccianti di Ravenna, erede diretta dell’associazione del 1883, si fonde con la Cooperativa Agricola Braccianti di Piangipane (le cui origini risalgono al 1907): nasce C.A.B. TER.RA., la Cooperativa Agricola Braccianti Territorio Ravennate.

Sede/uffici della Cab Ter.Ra.
sede/uffici della Cab Ter.Ra. (foto recente)
2002
Nasce Agrisfera

Agrisfera nasce da un lungo processo di fusioni tra le cooperative del territorio, concluso nel settembre con l’incorporazione della Cab di Voltana e Alfonsine: la fusione più ampia di tutte, dà vita alla seconda azienda agricola più grande d’Italia.

Vista aerea del complesso Agrisfera
vista aerea del complesso Agrisfera (stalle, fotovoltaico, biodigestore, valle sullo sfondo)
2004
Nasce la CAB Massari

Dalla fusione delle cooperative di Conselice e Massa Lombarda, insieme a Lavezzola.

Vista aerea della sede della Cab Massari
vista aerea della sede Cab Massari
2011
La svolta delle rinnovabili

Le CAB iniziano a investire nel biogas: gli scarti agricoli e zootecnici diventano energia rinnovabile e col digestato nuova linfa per la terra.

2023
L’alluvione

A maggio la Romagna è colpita da un’alluvione devastante: metà dei terreni delle CAB vengono sommersi dalla furia delle acque. È il primo grande segnale del cambiamento climatico in corso.

Vasta distesa d'acqua che sommerge i campi della pianura ravennate, con gabbiani
campi allagati
Oggi
7 cooperative, un patrimonio comune

La terra accumulata in oltre un secolo non si è mai trasformata in proprietà privata individuale: resta patrimonio collettivo, trasmesso di generazione in generazione, che continua a produrre lavoro di qualità e a sostenere la filiera agroalimentare cooperativa.

Le CAB dimostrano al mondo che il governo democratico dei mezzi di produzione è una vera possibilità di giustizia e liberazione. Non è stata un’utopia fallita, ma «una realtà, che ha lasciato un segno sulla comunità» — come ha scritto l’antropologa Alison Sánchez Hall, che ha dedicato quarant’anni di ricerca a questa storia.

Fonte: ricostruzione storica basata su fonti d’archivio, pubblicazioni delle cooperative e studi accademici (Alison Sánchez Hall, Friedrich Vöchting e altri).